dai canti del telaio di casa
nei solchi di Svalis dai tanti papaveri
dal più delicato ruvido panno
dal più puro e scuro casato
dall’epoca che batterono il tamburo
appiccarono senza ritegno il fuoco
al tetto del vicino fratello
e il fratello all’argilla che sprofonda
così brillarono e s’ingrossarono mattini
le argentine fondamenta delle casette
così luccicò impiccata a una trave
e venti sferzarono la falce dell’insorto